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Sebbene siano presenti forzieri, lucchetti e serrature è possibile affermare che la chiave è l’oggetto meglio rappresentato nella Collezione CLAVIS Conforti.

L’immagine visiva della chiave ha rivestito nel tempo un’importanza determinante offrendosi all’uomo con il suo forte spirito evocativo. Da migliaia di anni le chiavi vengono effigiate nei più diversi contesti: appaiono scolpite nei rilievi, dipinte negli affreschi e nei quadri, riprodotte nei libri, continuando ad esercitare una funzione comunicativa anche nel mondo contemporaneo, come ad esempio nelle immagini pubblicitarie.

 

La lavorazione del ferro: un’arte povera che diventa alto artigianato

La chiave presenta un’incredibile variabilità di forme, di materie, di funzioni, in rapporto alle diverse circostanze storiche, tecniche e culturali in cui è nata e si è sviluppata.
Nonostante certe somiglianze formali però, ogni singola chiave è di per sé unica e irripetibile.

Storicamente la produzione delle chiavi si inscrive nell’ambito dell’artigianato del ferro. Molto spesso però l’oggetto finito è assai più che un normale prodotto artigianale. Numerose chiavi infatti sono più che manufatti di un’arte minore; esse sono, a pieno titolo, degli oggetti d’arte.
 
In casi particolari le chiavi vengono concepite e poi realizzate come capolavori da artigiani che, con i pochi strumenti a loro disposizione, sembrano così sfidare la durezza della materia metallica, per ottenere le forme desiderate.

 

L’evoluzione stilistica della chiave nei secoli

In ambito italiano, e in particolare a Venezia, una delle tipologie artistiche di più alto valore è ben rappresentata dalle chiavi con impugnatura “a rosone” rinascimentali: qualificandosi a loro volta fra gli esempi più raffinati e deleganti della produzione italiana, saranno spesso seguite da grandi artigiani come prove di bravura.

Nella seconda parte del Cinquecento, si sperimenta per la prima volta la possibilità di modellare il ferro a tutto tondo, realizzando anche chiavi di superbo livello ispirate ai temi dell’immaginario rinascimentale, figure fantastiche come chimera alate, grifi, draghi, sirene, mascheroni etc.
Nel corso del Seicento poi il repertorio fantastico si arricchirà di qualche nuovo soggetto come quello dei “delfini affrontati”, quello dei “piedi di cerva” o quelle delle “teste di rapace”.

Nel Settecento le esigenze decorative si evolvono esprimendosi in modo più sobrio e raffinato, come nelle famose clés de mariage francesi, le cui teste recano motivi di colombe, cuori e altre figure simboliche dell’unione matrimoniale.

Alla fine del settecento e nei primi decenni del secolo successivo, le decorazioni investiranno soprattutto le impugnature delle chiavi, con motivi neoclassici come lire e corone di alloro. Il grande impegno degli artigiani nel decorare queste parti non esclude però attenzione nell’esecuzione di ornamenti anche per fusto e l’ingegno.

Le impugnature dell’età contemporanea, andranno invece più o meno ad uniformarsi a dei semplici profili rotondi o ovali, così da assomigliare in modo curioso a quelle del primo Medioevo.

Testi tratti liberamente da “CLAVIS. Chiavi, serrature, forzieri dalla collezione Conforti”
a cura di Alessandro Cesati, ed. FMR _ Foto di Roberto Bigano

Per approfondimenti: www.collezione-clavis.it